Ospedali Campania: persi oltre 1000 posti. Disastro annunciato

La Campania ha perso 1.123 posti letto dal 2015, ultimo anno in cui fu varato il nuovo piano ospedaliero, in occasione dell’insediamento della nuova giunta regionale, formatasi con la vittoria elettorale dell’on. Vincenzo De Luca. 

Questo è solo uno dei dati contenuti nella verifica per i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) che il Ministero della Salute ha effettuato sulla Regione Campania, lo scorso 26 maggio 2020. Nei giorni in cui le polemiche sui posti letto Covid e Non Covid tornano a dominare le pagine dei giornali, con le foto delle ambulanze davanti ai pronto soccorsi, forse servirebbe una riflessione che vada ben oltre la questione pandemia

L’ALTO MEDIOEVO DEL 2015

A quanto pare, infatti, i problemi della sanità Campana sono strutturali e storici, e purtroppo non sono forse accostabili al racconto di un miracolo. 

Nel 2015, la nuova Giunta Regionale (che si insediava dopo aver vinto le elezioni) aveva effettivamente ereditato una gestione decennale disastrosa. I punteggi LEA erano bassissimi: 106 per l’esattezza, molto al di sotto della soglia di criticità, rendendo la Campania una zona Rossa (non come la intendiamo oggi) con gravi difficoltà in tantissimi settori, tra cui: Copertura  vaccinale  nei bambini a 24 mesi contro morbillo, parotite e rosolia; Copertura vaccinale antinfluenzale nell’anziano; screening  e prevenzione per i tumori di  cervice  uterina,  mammella,  colon  retto; e ancora malattie animali trasmissibili all’uomo e parti cesarei primari.

IL BASSO MEDIOEVO DEL 2021

Non si può negare che dal 2018 la Campania sia tornata a 170 punti LEA, rientrando nella soglia “accettabile” del Ministero della Salute. Ma non c’è niente di miracoloso in quello che è stato fatto, poiché la sanità non è solo una questione di griglie e classifiche: si tratta dei bisogni primari e del benessere delle persone. A mostrare lo stato in cui ancora versa la sanità della Campania è stato proprio il Covid-19. 

Nel 2015 la nuova Giunta Regionale pubblica il “Nuovo Piano Ospedaliero”. Alla pagina 2 del documento (vedi fonti in basso) si legge: 

Venivano quindi annunciati 1.637 nuovi posti letto negli ospedali e nelle strutture di cura. Eppure leggendo la verifica dei LEA del 26 maggio 2020 è subito evidente dalla tabella a pagina 4 che, in realtà, la Campania ha perso 1.123 posti letto ospedalieri

(I dati di Ministero e Regione differisco di poche unità per errori marginali statistici in base agli archivi di provenienza dei dati stessi.) 

Una perdita che tanti cittadini lettori sicuramente si staranno spiegando con una storia conosciuta da tutti ormai: chiusure a tappeto di reparti e strutture in ogni parte del territorio, definanziamento e indebolimento del servizio sanitario pubblico. 

L’Istat consente di approfondire questi dati fino al livello comunale, e guardando più approfonditamente, il capoluogo di Salerno ad esempio ha perso 65 posti. Basti pensare che il reparto di Malattie infettive salernitano è passato dall’avere due piani, ad uno soltanto. 

UN ANNO DI PANDEMIA: TESTIMONIANZA DAI REPARTI

Annamaria Naddeo è un’operatrice sanitaria presso l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno, ed è responsabile della sicurezza sui luoghi di lavoro per FP-CGIL. Ieri, martedì 9 marzo 2021, l’abbiamo raggiunta telefonicamente, ad un anno esatto dall’inizio dell’emergenza Covid-19. 

<<Al Ruggi siamo di nuovo pieni di pazienti, l’aumento è dovuto ai casi Covid. La questione della ambulanze che aspettano davanti al pronto soccorso è stata un po’ gonfiata dai media, può essere successo ogni tanto ma non è più una routine come nei mesi del 2020, i problemi sono ben altri e più gravi>>.

CI SONO ALTRI PROBLEMI… GRAVI

Come ci racconta Annamaria, <<noi per protocollo facciamo sempre il tampone a tutti, sia antigenico che molecolare, ma alcuni risultano positivi anche dopo essere stati nello stesso ambiente con tanti altri pazienti, anche nella stessa stanza e non sempre nel rispetto delle distanze o comunque delle massime precauzioni>>. 

Dopo 365 giorni, un anno esatto, ci sono ancora interi reparti ospedalieri bloccati <<perché utilizzati come reparti Covid, ad esempio la Medicina d’Urgenza e Malattie Infettive, perché non si riesce a gestire la situazione solo con il funzionamento dell’Ospedale Da Procida e con i reparti di rianimazione>>.

Ma si tratta di reparti importanti, che dovrebbero assistere anche altri pazienti, proprio come quello di malattie infettive, <<che a Salerno tra l’altro è un punto di riferimento per i malati di AIDS di tutta la provincia, ma al momento è reperibile solo il day-hospital, non avendo possibilità di ricoverarli>>.

REPARTI E SERVIZI BLOCCATI. I CITTADINI, ANCHE:

La situazione è davvero ancora difficile. <<Per questo molte attività non sono ancora riprese. Non siamo ancora riusciti ad aumentare gli interventi per i pazienti oncologici. Abbiamo ancora la chirurgia vascolare in affanno, sempre per dirottare gli anestesisti sui reparti Covid, e le liste sono ancora bloccate>>, racconta ancora Annamaria.

Ma perché succede tutto questo? 
A quanto pare, <<le direzioni che avrebbero dovuto fare le assunzioni dopo la prima ondata di Covid, non si sono attivate adeguatamente, con conseguente carenza di infermieri, medici, anestesisti ed altro personale medico-ospedaliero. L’Ospedale di Cava de’ Tirreni ha dovuto proprio chiudere la rianimazione, perché è rimasto un solo rianimatore di turno per i reparti>>.

IL PROBLEMA FISIOTERAPISTI
Basti pensare che solo dopo 25 anni di pressioni (dal 1992) la CGIL (di cui Annamaria fa parte) è riuscita in questi giorni a far partire il concorso di assunzione per i fisioterapisti. <<Il ruolo dei fisioterapisti è fondamentale, specialmente durante l’emergenza Covid, sia per gestire la fase acuta dei pazienti, sia quella riabilitativa>>.

Si pensi a tutti i pazienti che restano allettati per decine di giorni senza l’assistenza di un fisioterapista, con la conseguenza di piaghe ed altre effetti dolorosi e dannosi. 

<<Con il Tribunale dei diritti del malato adesso la CGIL si sta anche mobilitando per la ristrutturazione dell’ospedale di Torre Angellara. Un edificio enorme, un nosocomio completo che aveva tutto, impianti, stanze, completamente abbandonato>> conclude Annamaria. Una struttura che in un momento del genere sarebbe stata a dir poco preziosa, ma non si capisce perché non sia mai stata avviata. 

Marco Giordano

Pubblicato per PaeseSud.it in data 10 marzo 2021.

FONTI:

Analisi LEA 26 maggio 2020:
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5423_0_file.pdf

Piano ospedaliero Regione Campania 2015:
http://www.regione.campania.it/assets/documents/piano-ospedaliero.pdf

Posti letto ospedali Salerno – ISTAT:
Partendo da = http://dati.istat.it/Index.aspx 
=== Nel Menù principale a sinistra: <<Salute e Sanità>> = <<Servizi sanitari e loro ricorso>> = << Istituti di cura – comuni >> (selezionare Territorio e periodi)

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *