Commercio strangolato. “Stiamo ricorrendo anche all’usura”

<< In un anno ho perso più di 60mila euro >>, praticamente oltre 5mila euro al mese. 

Di seguito la testimonianza di Emilio Manzi, padre di famiglia e proprietario di uno storico ristorante di Salerno, che dopo 25 anni di incessante attività si ritrova strangolato dalla morsa dell’emergenza Covid. 
Tante le polemiche in rete e nel dibattito pubblico: << si lamentano troppo; tanto ci sono i ristori; sono negazionisti>>. Ma la realtà spesso è lontana dal chiacchiericcio di pancia

Venerdì 18 marzo 2021 i ristoratori e commercianti salernitani sono nuovamente scesi in piazza, contro le nuove restrizioni per l’emergenza da Covid-19. La prima domanda, magari lecita, che è venuta a tanti altri cittadini è se fosse lecito manifestare in un simile contesto emergenziale. Alcune delle risposte di seguito sono state pungenti e inaspettate e soprattutto, personalmente, mi hanno lasciato riflettere. 

HO PERSO 60MILA EURO

<<In un anno intero, dal 9 marzo 2020, ho aperto solo per 60 giorni in estate e poi a singhiozzo, praticando l’asporto>>, ma spesso aprire non conviene nemmeno, come ci fa capire senza mezzi termini Emilio. <<Finora ho subìto circa 60mila euro di perdite e facendo i calcoli col commercialista prenderò 3mila euro di ristoro>>. 
Ma questo non è niente, ci sono colleghi che hanno perso ancora di più. 
<<Io fatturo – continua Emilio – tra i 95 e i 100mila euro l’anno e ne ho persi più della metà; ma ci sono amici e colleghi che hanno locali molto più grandi, che fatturano anche 300mila euro e li hanno persi quasi tutti, proprio come me>>. 

UNA CATENA DI PERDITE

Alle volte si è portati quasi a pensare che si voglia cavalcare la situazione per guadagnare sussidi gratuiti dallo Stato. Però le dinamiche sono complesse e spesso mancano i pezzi di un puzzle, che se completo mostra una reazione a catena al ribasso verso il baratro. 

<<Gli affitti sono l’ultimo dei nostri problemi – racconta ancora Emilio – ogni volta che abbiamo avuto a disposizione anche piccole somme, le abbiamo versate ai proprietari, anche perché loro le tasse sui locali di proprietà continuano a pagarle, quindi il mio e quello di tanti altri commercianti è un atto di coscienza e solidarietà>>.

BOLLETTE, MUTUI E FINANZIAMENTI
Il problema reale è che <<sulle bollette non ci sono stati blocchi o sgravi fiscali, non ne hanno voluto sapere niente: gas, luce, acqua si continuano a pagare e tanto. Per non parlare dei finanziamenti. Dalla seconda chiusura non c’è stato un blocco o quanto meno un accordo con gli intermediari finanziari, che al telefono rispondono semplicemente di “non aver avuto disposizione, quindi non si può bloccare nessuna rata”>>.
(Qui è però necessario una precisazione, che trovate in fondo all’articolo, nota del redattore) 

La voce di Emilio al telefono, per un istante, diventa più rauca, ma riprende subito il fiume in piena di parole, tra le quali alcune non possono passare inosservate, a noi ma soprattutto alle istituzioni: <<quindi le rate dei finanziamenti vanno pagate lo stesso, e non ti nascondo purtroppo che qualcuno di noi sta ricorrendo anche all’usura, pur di non morire>>.

E LE GRANDI PIATTAFORME, UN GRANDE BLUFF…? 

Nell’arco di un intero anno abbiamo letto anche storie di imprenditori che in realtà si sono rimboccati le maniche e si sono reinventati, addirittura raddoppiando i guadagni, soprattutto attraverso i nuovi strumenti della rete. Tutti gli altri sono stati incapaci?

<<Tutti i giorni sui social più famosi e su diverse piattaforme escono annunci della serie “ti faremo guadagnare il triplo”>>. Ma Emilio ci spiega (facendo anche i nomi, che non possiamo riportare) che nel suo locale ha contratti <<con 4 famose piattaforme di quelle scaricabili sullo smartphone, ho stampato migliaia di volantini, ho speso e spendo un patrimonio, ma si parla di massimo 40 – 50 euro di guadagni nei giorni di picco, contro almeno 500 euro di spese fisse>>.

I LOCALI SONO SICURI?
Resta il dubbio su quanto sia pensabile riaprire i locali, essendo evidente l’impossibilità di fronteggiare al 100% questa emergenza, che un’ondata dopo l’altra non sta lasciando tregua neanche dopo oltre un anno. 

<<Noi abbiamo acquistato addirittura i camici, tute bianche, zoccoli, copri-zoccoli, oltre a tutti i dispositivi di protezione normali come guanti e mascherine. Da un anno a questa parte paghiamo periodicamente servizi di sanificazione dei locali (almeno 300 euro a volta). Ho diminuito i coperti da 100 a 60, per garantire tutte le distanze di sicurezza, e come me tutti hanno effettuato ristrutturazioni e riorganizzazioni radicali>>. 

QUINDI PRIMA I LOCALI O LA SALUTE?

<<Io amavo l’on. Vincenzo De Luca, avevo la sua foto a casa. Ha fatto tanto per noi commercianti e per tutta la città di Salerno, e questo non lo posso mettere in dubbio, ed è per questo che io e tanti miei colleghi con le rispettive famiglie lo abbiamo sempre votato, tanto è vero che lui ha avuto il 70%>> racconta Emilio, lasciandosi andare in uno sfogo. <<Ma adesso esagera. La nostra sensazione è che il Presidente De Luca sia continuamente in competizione con le altre regioni: se le altre regioni sono rosse, la Campania diventa rossa rafforzata; se le altre regioni diventano arancioni lui vuole passare a rossa>>. 

Successe anche durante le vacanze di Natale 2020. Secondo i DPCM tutta Italia era in zona gialla dal 19 al 23 dicembre, ovviamente con le dovute limitazioni. <<Abbiamo speso ingenti somme di denaro perché si sperava in forti guadagni in quei pochi giorni di apertura e invece no, ancora una volta in Campania si è dovuto fare diversamente>>.

Insomma, a detta di Emilio e di altre decine di commercianti, sembra che il Presidente della nostra regione <<porti avanti una competizione che sta facendo con altre regioni, col sangue e sulla pelle dei commercianti campani, volendo mostrare di fare di più, verso un obiettivo che in realtà non ha mai raggiunto>>. 

L’OBIETTIVO NON RAGGIUNTO

Una sferzata non richiesta arriva come un cazzotto allo stomaco da Emilio: <<con tutte queste chiusure, se avessimo avuto un risultato positivo io sarei stato il primo ad alzare le mani per ringraziare ancora una volta il Presidente della Regione Campania. Ma le cose sono solo peggiorate, su giornali e tv si possono fare tutte le chiacchiere che volete, ma i cittadini lo sanno come sta funzionando qui la sanità>>. 

COSA VOGLIONO I COMMERCIANTI?

<<Noi non siamo assolutamente negazionisti, né sottovalutiamo l’emergenza. Per me possono mettere anche l’esercito per strada, perché gli assembramenti vanno vietati ed evitati, ma il passeggio moderato è possibile, i locali sono sicuri. Devono farci riaprire, perché – conclude Emilio – con i sostegni attuali non risolviamo assolutamente nulla. Solo stando aperti riusciamo a non morire, perché altrimenti siamo sicuramente morti>>. 

Giovedì 25 marzo 2021, i commercianti saranno di nuovo in piazza, si raduneranno dalle ore 11:00 di mattina sotto il Comune di Salerno. 
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ALCUNE OSSERVAZIONI del redattore:

In realtà abbiamo effettuato dei controlli post intervista, e il 17 dicembre 2020 è stato sottoscritto un accordo con oltre 107 tra banche e altri soggetti finanziari, per la sospensione delle rate dei finanziamenti, per le difficoltà economiche dovute all’emergenza Covid. 

Ma, proprio come riportato dall’intervistato, nell’elenco mancano effettivamente alcune delle più grandi e famose agenzie di credito (note anche in TV), nominate da Emilio, ma che non abbiamo potuto riportare per dovere deontologico o rischio diffamazione. 

Marco Giordano

FONTI E FACT CHECKING:

– restrizioni in Campania dal 19 al 24 dicembre 2020:
https://www.fanpage.it/napoli/campania-arancione-24-dicembre/

– elenco di banche e soggetti aderenti alla sospensione delle rate:
https://www.abi.it/DOC_Mercati/Crediti/COVID-19-%20Misure%20per%20le%20imprese%20famiglie%20enti%20locali/COVID-19-%20Misure%20per%20le%20imprese%20-%20Famiglie/Aderenti_Accordo%20ABI%20AACC_16%20febbraio.pdf

– accordo del 17 dicembre 2020 per la sospensione dei finanziamenti:
https://www.altroconsumo.it/soldi/mutui/news/accordo-abi-sospensione-mutui-e-prestiti

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